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marzo 02, 2015 - Fincantieri

Il CDA Fincantieri approva i risultati preliminari 2014 che evidenziano un carico di lavoro pari a 9,8 miliardi di euro e ricavi per 4,4 miliardi di euro

Il Consiglio di Amministrazione di FINCANTIERI S.p.A. (“Fincantieri” o la “Società”), riunito sotto la presidenza di Vincenzo Petrone, ha esaminato e approvato il Bilancio consolidato preconsuntivo al 31 dicembre 20143, redatto in conformità ai principi contabili internazionali (IAS/IFRS). A margine della riunione del Consiglio Giuseppe Bono, Amministratore Delegato di Fincantieri, ha commentato: “Il 2014 è stato un anno importante per Fincantieri. Abbiamo infatti registrato un aumento degli ordini acquisiti, del carico di lavoro a livello consolidato e dei ricavi in tutti i segmenti in cui operiamo. In particolare, si è verificata una forte ripresa nel business delle navi da crociera, con 8 nuove unità acquisite sulle 16 ordinate nel mondo, 9 navi attualmente in costruzione e una conseguente ripresa dei volumi nei siti italiani. La strategia di diversificazione del business, che contraddistingue il nostro Gruppo, ci ha permesso di raggiungere un EBITDA margin del 6,8%, nonostante il segmento Offshore abbia risentito di una congiuntura di mercato particolarmente sfavorevole nella seconda parte dell’anno. Tale strategia ci ha anche visto concludere importanti accordi di cooperazione in tutti i segmenti di attività. Ci tengo, inoltre, a ricordare che il 2014 ha segnato l’ingresso in Borsa di Fincantieri, a ulteriore supporto della strategia di crescita del Gruppo.” Andamento operativo del Gruppo nell’esercizio 2014 I nuovi ordini acquisiti nel corso del 2014 ammontano a 5,6 miliardi di euro rispetto ai 4,9 miliardi di euro del 2013 (in crescita del 13% rispetto al 2013), con un book to bill ratio (nuovi ordini/ricavi) di 1,3 in linea con quello dello scorso anno, confermando così le buone prospettive di crescita del Gruppo in particolare nel settore Shipbuilding. Degli ordini complessivi, il settore Shipbuilding pesa per il 78% (61% al 31 dicembre 2013), il settore Offshore per il 20% (36% al 31 dicembre 2013), il settore Sistemi, componenti e servizi per il 4% (4% al 31 dicembre 2013). Gli ordini acquisiti dalla Capogruppo FINCANTIERI S.p.A. sono stati il 70% del totale (55% al 31 dicembre 2013). Per quanto riguarda il segmento Shipbuilding, con nuovi ordini in aumento del 46% rispetto al 2013, si evidenzia una ripresa nel mercato delle navi da crociera in cui Fincantieri ha acquisito da inizio anno un totale di 8 nuove unità. Per le navi militari, invece, oltre alla conferma della prosecuzione del programma Littoral Combat Ship per la US Navy (con l’esercizio da parte della Marina Militare statunitense di due ulteriori opzioni a favore della controllata Marinette Marine Corporation) e ad una ripresa della domanda per mezzi complessi per il trasporto di beni per il settore chimico / petrolifero, si segnala, in particolare, la definizione con la Marina Militare Italiana della configurazione di tutte le navi del piano di rinnovo della flotta quale premessa alla prossima finalizzazione dei contratti. Per quanto riguarda il segmento Offshore, dopo un primo semestre caratterizzato da valori molto significativi, il secondo semestre dell’anno ha registrato un rapido rallentamento degli ordinativi riconducibile alla riduzione del prezzo del petrolio e al conseguente impatto negativo sulle decisioni di spesa da parte dei clienti. Il carico di lavoro (backlog) del Gruppo al 31 dicembre 2014 è risultato pari a 9,8 miliardi di euro (8,1 miliardi di euro nel 2013), in aumento del 21,6% rispetto al 2013, con uno sviluppo delle commesse in portafoglio previsto fino al 2019. La crescita del carico di lavoro riflette il significativo aumento di ordini acquisiti nel corso degli ultimi 18 mesi. Se rapportato ai ricavi sviluppati nell’esercizio 2014, il backlog è pari a oltre 2 anni di lavoro. Inoltre, il soft backlog, che rappresenta il valore delle opzioni contrattuali e delle lettere d’intenti in essere, nonché delle commesse in corso di negoziazione relative al programma di rinnovo della flotta della Marina Militare Italiana, non ancora riflessi nel carico di lavoro, è pari al 31 dicembre 2014 a circa 5,0 miliardi di euro. Nel backlog complessivo, il settore Shipbuilding pesa per il 76% (66% al 31 dicembre 2013), il settore Offshore per il 22% (31% al 31 dicembre 2013), il settore Sistemi, componenti e servizi per il 3% (3% al 31 dicembre 2013). Gli Investimenti effettuati nel corso dell’esercizio 2014 ammontano a 162 milioni di euro, di cui 38 milioni di euro in attività immateriali (22 milioni di euro per progetti di sviluppo) e 124 milioni di euro in immobili, impianti e macchinari. Degli investimenti complessivi il 60% è stato effettuato dalla Capogruppo. L’incidenza degli investimenti sui ricavi sviluppati da parte del Gruppo è pari al 3,7% nell’esercizio 2014 rispetto al 6,7% dell’esercizio 2013. Gli investimenti del 2014 si riferiscono prevalentemente al completamento del cantiere di Vard Promar in Brasile, progetto che aveva inciso in maniera significativa sugli investimenti del 2013, ad interventi di ammodernamento tecnologico dei cantieri italiani (per il miglioramento dell’efficienza produttiva, attraverso il rafforzamento dei processi di automazione e delle condizioni di sicurezza e di rispetto dell’ambiente all’interno dei siti produttivi) e alla prosecuzione degli investimenti per lo sviluppo di nuove tecnologie, in particolare per quanto riguarda i nuovi prodotti in ambito navi da crociera. Per quanto riguarda la ripartizione degli investimenti tra i diversi segmenti, il 61% si riferisce al settore Shipbuilding (53% al 31 dicembre 2013), il 29% al settore Offshore (43% al 31 dicembre 2013), il 3% al settore Sistemi, componenti e servizi (2% al 31 dicembre 2013) e il 7% alle Altre attività (2% al 31 dicembre 2013). Gli organici di fine periodo sono incrementati da 20.389 unità al 31 dicembre 2013 (di cui in Italia 7.735 unità) a 21.689 unità al 31 dicembre 2014 (di cui in Italia 7.706 unità). Tale incremento è principalmente riconducibile all’aumento delle risorse impiegate nei cantieri brasiliani del Gruppo. Dati economico finanziari consolidati dell’esercizio 2014 I Ricavi e proventi al 31 dicembre 2014 ammontano a 4.399 milioni di euro, con un incremento di euro 588 milioni (pari al 15,4%) rispetto al 2013 grazie ai maggiori volumi di attività registrati nell’area di business delle navi da crociera e nel settore offshore che hanno più che compensato la contrazione dei volumi nell’area militare, per effetto del progressivo completamento dei contratti in corso, in attesa dell’avvio del programma di rinnovo della flotta della Marina Militare Italiana. Nei ricavi complessivi (al lordo dei consolidamenti), il settore Shipbuilding pesa per il 60,4%, (61,7% al 31 dicembre 2013), il settore Offshore per il 35,3%, (34,1% al 31 dicembre 2013), il settore Sistemi, componenti e servizi per il 4,3% (4,2% al 31 dicembre 2013). Nel corso del periodo chiuso al 31 dicembre 2014, si registra un’incidenza dei ricavi generati verso clienti esteri pari all’82% dei ricavi complessivi in crescita rispetto al corrispondente periodo del 2013 (76%). L’EBITDA è pari a 297 milioni di euro, in linea con quanto registrato nell’anno precedente (298 milioni di euro al 31 dicembre 2013). L’EBITDA margin si attesta al 6,8% in calo rispetto a quello conseguito nel 2013 (pari a 7,8%). In termini di contribuzione i settori Shipbuilding e Sistemi, componenti e servizi hanno visto un incremento della marginalità rispetto all’esercizio 2013, anche grazie all’impatto derivante dal positivo andamento del cambio Euro/USD, che ha solo parzialmente compensato la riduzione della marginalità del settore Offshore. A tale proposito si segnala che la marginalità del settore Offshore nell’esercizio 2014 è stata impattata dal risultato della controllata VARD in parte compensato, a livello di consolidato, dal totale utilizzo del fondo rischi su commesse stanziato al momento dell’acquisizione del Gruppo norvegese. L’EBIT conseguito nel 2014 è pari a 198 milioni di euro rispetto a 209 milioni di euro nel 2013. La variazione è imputabile oltre che alla minore marginalità del settore Offshore, ai maggiori ammortamenti a seguito degli investimenti entrati in funzione nel corso del 2014 (in particolare per quanto riguarda il nuovo cantiere di Promar in Brasile). Pertanto al 31 dicembre 2014 l’EBIT margin ha evidenziato una riduzione rispetto al 2013 (4,5% del 2014 rispetto al 5,5% del 2013). Gli oneri e proventi finanziari e su partecipazioni: presentano un valore negativo pari a 60 milioni di euro (negativo per 53 milioni di euro al 31 dicembre 2013). La variazione rispetto all’esercizio precedente è dovuta per 11 milioni di euro al riconoscimento per l’intero esercizio 2014 degli oneri finanziari relativi al prestito obbligazionario collocato a novembre 2013, in parte compensati per 5 milioni di euro all’effetto degli utili su cambi. Il saldo dei proventi e degli oneri finanziari comprende gli oneri relativi ai construction loans del Gruppo VARD per 26 milioni di euro (24 milioni di euro al 31 dicembre 2013). Si segnala inoltre l’incremento di 4 milioni di euro dei proventi su partecipazioni. Le imposte dell’esercizio presentano nel 2014 un saldo negativo per 51 milioni di euro rispetto a 19 milioni di euro nel 2013. Tale differenza è riconducibile principalmente all’iscrizione effettuata nel 2013 per imposte anticipate precedentemente non rilevate. Il Risultato d’esercizio ante proventi ed oneri estranei alla gestione ordinaria e non ricorrenti si attesta a 87 milioni di euro (pari a 137 milioni di euro al 31 dicembre 2013), con un’incidenza sui Ricavi e proventi pari al 2,0% (3,6% nel corso del 2013). Il risultato di pertinenza del Gruppo è pari a 99 milioni di euro, rispetto a 109 milioni di euro del 2013. Proventi ed oneri estranei alla gestione ordinaria e non ricorrenti nell’esercizio 2014 ammontano a 44 milioni di euro ed includono i costi a carico Azienda della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (10 milioni di euro), gli accantonamenti per oneri connessi a piani di riorganizzazione (9 milioni di euro), gli oneri relativi a contenziosi per danni da amianto (21 milioni di euro) e gli oneri non ricorrenti principalmente collegati alla quotazione (4 milioni di euro). Al 31 dicembre 2013 la voce, che ammontava complessivamente a 80 milioni di euro, comprendeva anche gli oneri accessori all’acquisizione del Gruppo VARD per euro 21 milioni. L’effetto fiscale per proventi ed oneri estranei alla gestione ordinaria e non ricorrenti risulta positivo per 12 milioni di euro al 31 dicembre 2014 (positivo per 28 milioni di euro al 31 dicembre 2013). Il Risultato d’esercizio si attesta su un valore positivo pari a 55 milioni di euro (85 milioni di euro al 31 dicembre 2013) e risulta in riduzione rispetto al precedente esercizio per effetto delle dinamiche sopraesposte. Il risultato di pertinenza del Gruppo è pari a 67 milioni di euro, rispetto a 57 milioni di euro del 2013. Pur in presenza di un utile di esercizio, in linea con la politica già dichiarata dal management, si propone di non distribuire nessun dividendo per l’anno 20144. La Posizione finanziaria netta, che non ricomprende i construction loans, registrata dal Gruppo al 31 dicembre 2014 risulta positiva (a credito) per 44 milioni di euro (negativa per 155 milioni di euro al 31 dicembre 2013). La posizione finanziaria netta include gli effetti dell’aumento del capitale sociale avvenuto in data 3 luglio 2014 a seguito della quotazione della Capogruppo. Il Capitale d’esercizio netto al 31 dicembre 2014 è positivo per 69 milioni di euro, in aumento rispetto al valore al 31 dicembre 2013 (quando era negativo per 67 milioni di euro). La variazione a seguito della crescita dei volumi produttivi è dovuta all’incremento dei lavori in corso su ordinazione (355 milioni di euro), dei crediti commerciali (266 milioni di euro), dei debiti commerciali (euro 136 milioni) e dei construction loans (284 milioni di euro). Si segnala, inoltre, la riduzione (75 milioni di euro) delle altre attività e passività correnti principalmente per effetto della riduzione delle imposte anticipate e dell’effetto negativo del fair value dei derivati su cambi. I construction loans, considerati quali componenti del capitale d’esercizio sono pari a 847 milioni di euro, in aumento rispetto ai 563 milioni di euro al 31 dicembre 2013, principalmente in funzione dell’incremento delle commesse in lavorazione da parte del Gruppo VARD. Il Patrimonio Netto al 31 dicembre 2014 è pari a 1.530 milioni di euro (1.210 milioni di euro al 31 dicembre 2013). Il Flusso monetario netto del periodo risulta positivo per 179 milioni di euro (negativo per 264 milioni di euro al 31 dicembre 2013) per effetto di un Free cash flow (somma del flusso di cassa delle attività operative e del flusso di cassa delle attività di investimento) negativo per 124 milioni di euro (negativo per 519 milioni di euro al 31 dicembre 2013), compensato dal flusso di cassa generato dall’attività di finanziamento per 303 milioni di euro (255 milioni di euro al 31 dicembre 2013). Tra gli indicatori reddituali, il ROI risulta pari a 13,9% e il ROE pari a 4,0%. L’andamento del ROI rispetto al 31 dicembre 2013 risente principalmente della riduzione dell’EBIT del 2014 mentre sul ROE al 31 dicembre 2014 hanno influito oltre all’aumento del patrimonio netto la minore redditività rispetto al 31 dicembre 2013. Gli indicatori di solidità ed efficienza della struttura patrimoniale al 31 dicembre 2014 risultano in parte non applicabili in quanto la Posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2014 risulta positiva mentre il rapporto Totale indebitamento finanziario/Totale Patrimonio netto risulta sostanzialmente in linea con quello al 31 dicembre 2013. Si ricorda che l’anno 2013 include il consolidamento integrale di VARD a far data dal 23 gennaio 2013. Andamento dei settori SHIPBUILDING Il settore dello Shipbuilding include le attività di progettazione e costruzione di navi destinate alle aree di business delle navi da crociera, traghetti, navi militari, mega-yacht, oltre alle attività di trasformazione e riparazione. I ricavi del settore Shipbuilding al 31 dicembre 2014 ammontano a 2.704 milioni di euro (in crescita rispetto ai 2.394 milioni di euro al 31 dicembre 2013) e si riferiscono per 1.439 milioni di euro all’area di business navi da crociera (1.075 milioni di euro al 31 dicembre 2013) e per 1.059 milioni di euro all’area di business delle navi militari (1.126 milioni di euro al 31 dicembre 2013). Rispetto al 2013 si segnala un incremento dei ricavi delle navi da crociera per 364 milioni di euro, con 9 unità in costruzione nei cantieri italiani del Gruppo (rispetto alle 4 unità al 31 dicembre 2013), a fronte di una riduzione dei volumi dei ricavi militari a seguito delle consegne delle unità per la Marina Militare e la Guardia Costiera italiane. I ricavi delle altre attività valgono 206 milioni di euro e presentano un incremento pari ad 13 milioni di euro rispetto a 193 milioni di euro del 31 dicembre 2013. L’EBITDA 2014 del settore ammonta a 195 milioni di euro, in crescita rispetto al 31 dicembre 2013 quando era pari a 155 milioni di euro. Tale miglioramento è in larga parte riconducibile all’incremento dei volumi e al positivo andamento del cambio Euro/USD registrato nel corso del 2014 sulle commesse in valuta statunitense. È opportuno sottolineare come tali risultati siano stati conseguiti nonostante i margini scontino i prezzi competitivi delle navi da crociera attualmente in produzione, acquisite in periodi di crisi, e la non piena utilizzazione della capacità produttiva del Gruppo in Italia. L’EBITDA margin si attesta al 7,2%, in crescita rispetto al 2013 (6,5% al 31 dicembre 2013). Nel corso del 2014 sono stati acquisiti ordini per 4.400 milioni di euro (3.010 milioni nel 2013), portando il backlog del settore a 7.465 milioni di euro (5.345 milioni di euro nel 2013). Tra gli ordini del Gruppo nel segmento Shipbuilding vi sono 22 unità: