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ottobre 13, 2020 - Coldiretti

Covid: Coldiretti, con 6 aziende su 10 in crisi bene anticipo fondi UE

Con 6 aziende su 10 (58%) che hanno registrato una diminuzione dell’attività a causa del Covid l’anticipo dei fondi europei rappresenta una boccata d’ossigeno per l’agricoltura italiana che nonostante la pandemia non si è mai fermata per garantire al Paese la disponibilità di cibo.

E’ quanto ha affermato il presidente della #coldiretti #ettoreprandini nell’esprimere soddisfazione per l’approvazione da parte della Commissione #agricoltura del Parlamento Europeo del testo legislativo che propone di anticipare al primo gennaio 2021 lo stanziamento di oltre 8 miliardi di euro dallo strumento europeo di ripresa a sostegno del settore, come chiesto dalla #coldiretti fin dalla prima proposta della Commissione Ue. Il provvedimento di cui è relatore Paolo De Castro prevede l’assegnazione di 1,22 miliardi all’Italia. 

“A causa del coronavirus non abbiamo un settore produttivo in ambito agricolo che non sia in sofferenza – ha ricordato Prandini – e purtroppo dobbiamo sottolineare che l’Europa sotto questo punto di vista non è stata sino ad oggi tempestiva e non ha provveduto con stanziamenti sufficienti rispetto ai danni che le nostre aziende stanno subendo. La nuova proposta, che speriamo venga adottata in tempi brevi nel negoziato con Commissione e Consiglio, andrà invece, a modificare il regolamento transitorio Ue sulla gestione della Politica agricola comune – spiega #coldiretti – consentendo di mettere a disposizione delle imprese agricole italiane già dal prossimo anno risorse finanziarie importanti.

Ma per sostenere le nostre aziende e superare il gap competitivo nei confronti degli altri Paesi l’agroalimentare va incluso anche nei progetti strategici da realizzare con le altre risorse del Recovery Fund” ha continuato il presidente della #coldiretti #ettoreprandini nel sottolineare “la necessità di superare i limiti Ue alla capacità di investimento nel comparto agricolo ed alimentare, come #coldiretti ha chiesto”.

Il Recovery Fund – sostiene Prandini – è importante per recuperare i ritardi accumulati nelle infrastrutture, dai trasporti alla logistica fino alle energie rinnovabili, che penalizza le produzioni agroalimentari nazionali rispetto ai concorrenti. E poi spazio all’internazionalizzazione, agli investimenti in nuovi mercati, ma senza trascurare quelli consolidati come gli Stati Uniti che – conclude Prandini – rappresenta un partner centrale per l’agroalimentare Made in Italy.